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Le origini di Positano che le testimonianze della grotta posta in località “La Porta” mettono in evidenza, risalgono ad un periodo che e compreso tra gli 8.000 ed i 13.000 anni fa.
Diversa, fu l’evoluzione di tale luogo e si va da riferimenti mitologici nell’Odissea di Omero che evidenzia la frequentazione di questo luogo da parte Achei dal XV sec. a C., trovandosi sulla rotta da loro seguita per raggiungere le isole di Ischia e Vivara.
Alcune località dell’attuale Costiera incluso Positano furono scelte dai Patrizi Romani per la costruzione di lussuriose ville marittime ed un esempio, secondo gli studiosi la villa Positanese sarebbe appartenuta a Posides, quando Claudio fu imperatore di Roma, da qui il nome Posidianum che poi dalla villa fu esteso a quello che e l’attuale Positano.
Non si hanno poi dati certi sulle origini degli abitanti del luogo nel Medio Evo e le prime notizie attendibili risalgono al IX e X sec. dopo C. per l’insediamento di una comunità di frati Benedettini unitasi nell’Abbazia di S. Maria e S. Vito, intrecciando il potere spirituale con quello temporale, imponendosi con un controllo di tipo feudale, generando malcontento tra la popolazione a causa del vassallaggio che imponeva tasse e gabelle,terminato poi con la morte del re Roberto D’Angio che determino la fine della servitù imposta dal Monastero.
Divenuti liberi i Positanesi subirono successivamente nel 1131 la conquista da parte dei Normanni che la portarono verso uno forte crisi. Furono comunque sovente in competizione con Amalfi nel commercio. Successivamente la presenza dei mercanti pisani e catalani variarono notevolmente gli equilibri degli insediamenti del basso Tirreno determinandone una discreta affermazione di Positano. Negativa fu poi la presenza degli Angioini che durante la guerra dei Vespri Siciliani (1282) che ne impose il blocco navale e la confisca della flotta. In coincidenza di questo stato di cose i Positanesi approfittarono della crisi incombente di Amalfi per estendere i loro traffici verso la Liguria, la Provenza e la Catalogna facendo approdare le loro galere nei porti di questi luoghi.
Tutto ciò era ampiamente testimoniato dal gran numero di navi del Regno che provenivano da Amalfi e Positano ritenuti tra i marinai piu esperti nella marineria e cantieristica navale.
La lotta nel regno di Napoli tra gli Angioinie gli Aragonesi segno la vittoria di questi ultimi nel 1442.
Il conseguente regime feudale, le devastazioni piratesche, le pestilenze conseguenti allo stato di miseria generatosi da ciò, segno una grande crisi economica e la fine della borghesia mercantile che tanto bene aveva prodotto in passato.
Seguirono poi 250 anni ulteriori di soggezione baronale determinata da Alfonso d’Aragona e terminata nel 1699, quando la popolazione con un forte esborso di danaro riuscì ad essere riammessa nel regio demanio.
Ormai così indebolita dagli eventi detti, molti abitanti di Positano furono costretti ad andare altrove per cercare lavoro, rimanendo collegata agli altri centri della Costiera solo per mare o per qualche sentiero sperduto sui Monti Lattari. Ne seguì un periodo di isolamento che termino alla fine del XIX secolo con la costruzione di quella che e attualmente la ss 163, iniziando a sviluppare una vocazione turistica che fino ad oggi e la principale fonte di guadagno dei suoi abitanti.
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